Sushi per tutti? Sì, ma solo se il pesce è ben conservato

Sushi per tutti?  Sì, ma solo se il pesce è ben conservato

Negli ultimi anni il nostro modo di produrre il cibo su larga scala e di prepararlo è cambiato notevolmente: dai piatti di pesce crudo tipici della tradizione culinaria italiana, siamo arrivati a conoscere anche quelli delle altre culture come il sushi. Ma siamo a conoscenza dei rischi che corriamo nel mangiare pesce crudo non ben conservato?

L’Anisakis

L’Anisakis è un parassita che può trovarsi in numerosi prodotti ittici. E’ molto pericoloso per l’uomo perchè può provocare una malattia, detta “anisakidosi”, che causa febbre, vomito e, nei casi peggiori, la perforazione intestinale. Questi si trovano da adulti nell’addome dei pesci e difatti sono visibili, anche ad occhio nudo, intorno ad i loro visceri ed assomigliano a dei vermicelli biancastri da 1 a 3 cm di lunghezza. Il pericolo è costituito dalla possibilità che possano migrare nelle carni del pesce. In questo caso non è più possibile accorgersi della loro presenza e dunque il consumatore rischia insieme alle carni di consumare anche il parassita. 

La prevenzione

Per evitare di incorrere in questo pericolo, è consigliabile congelare il pesce crudo ad una temperatura di -18° per almeno 96 ore.

La cottura

L’EFSA, European Food Safety Authority-Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, suggerisce di portare la parte più interna del pesce ad una temperatura superiore a 60 °C per almeno un minuto. Tuttavia, come è facile intuire, per ottenere questo risultato è necessario cuocere il pesce per una durata più lunga e ad una temperatura maggiore. Per un filetto di 3 cm è necessaria una cottura di almeno dieci minuti per raggiungere tale scopo.

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